Chi siamo

Abbiamo compiuto  26 anni. Di strada ne abbiamo fatta tanta, abbiamo conosciuto tanti nuovi amici con la nostra comune passione: la fotografia.

Cominciammo nei primi anni ottanta, un gruppo di appassionati fotoamatori. Col passare del tempo il numero è aumentato. Sin da allora la nostra serata era il martedì, com’è ancora oggi. le idee e le iniziative furono subito molte.

I primi corsi di fotografia, poi le prime mostre fotografiche sotto i portici di S. Pancrazio e l’idea di far votare i visitatori affinché scegliessero la foto che più piaceva, la nostra “FOTO IN PIAZZA”, tuttora momento ancora vivo e vitale. Oggi viene allestita durante il “Settembre pianezzese” e nelle ultime edizioni si sono avuti più di 500 visitatori nell’arco della giornata. Un grosso sostegno lo abbiamo avuto dalle Amministrazioni Comunali che si sono succedute, e grazie a loro,  di recente, ci è stata concessa la nuova sede in Via Moncenisio.  

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L’attività del circolo si è sempre più arricchita grazie all’arrivo di numerosi nuovi soci, anche dai comuni vicini e con esperienze diverse. Oggi il nostro circolo è uno dei più attivi della cintura torinese, ed è conosciuto a livello nazionale grazie all’aver aderito sin da subito alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).

Si sono intensificati gli incontri con altri circoli, utili a scambiarci esperienze e a collaborare per progetti come il “Diapoincontri”, un momento comune a più circoli di Torino e provincia, nel quale ci mettiamo alla prova con un impegnativo ma appassionante concorso. Mensilmente proponiamo incontri con autori e fotografi di altri circoli. Nel 2004 abbiamo indetto un concorso fotografico nazionale che ha visto la partecipazione di fotografi provenienti da tutte le regioni d’Italia. Anche la collaborazione con altre Associazioni presenti sul territorio pianezzese ci ha visti protagonisti attivi: con Gli Amici dell’Arte, con il Gruppo Granatieri Brandeburghesi, con il C.A.I. di Pianezza, con la scuola media Giovanni XXIII per i laboratori di fotografia, con l’Università delle Tre età, e con l’Amministrazione Comunale. Oggi viviamo un momento in cui l’utilizzo delle immagini è sempre più diffuso. La vita frenetica non ci permette di soffermarci a leggere o riflettere su tante cose; l’immagine rende tutto più veloce e immediato, ma bisogna saperla leggere onde non cadere in facili illusioni che, a volte, travisano la realtà. La fotografia non è la realtà, ma una rappresentazione della realtà, quindi suscettibile di interpretazioni personali e soggettive. Ritengo che il compito di un circolo sia, anche, diffondere la cultura dell’immagine sapendola leggere e interpretare nel modo giusto. In questi 25 anni il progresso in campo fotografico ha fatto passi da gigante. Le tecniche, i materiali, le attrezzature si sono evoluti. La fotografia analogica, il nostro vecchio, amato, ma ancora valido rullino, è stato prima affiancato dalla fotografia digitale e oggi le sta cedendo via via il passo. Sono sempre di più i fotoamatori che si accostano al mondo del digitale. Le prime fotocamere digitali non davano risultati accettabili per un fotoamatore; oggi, la differenza con lo scatto analogico è minima e si riduce sempre di più. Noi abbiamo voluto adeguarci ai tempi e, già dalla fine del 2006, abbiamo optato per il digitale, fermo restando che l’analogico fa ancora parte del nostro mondo. Certo, il digitale ci permette di vedere subito il risultato dello scatto, e magari ripeterlo se non è di nostro gradimento, ma mi preme sottolineare che al di là dell’immediatezza del risultato, una foto brutta è sempre una foto brutta e non ci sono tecnologie che la possano far diventare bella. Fotografare significa scrivere con la luce, per scrivere una bella fotografia bisogna comunque conoscere la teoria, o “grammatica fotografica”, e avere le idee. Compito di un circolo può essere insegnare la grammatica, ma non è possibile insegnare a “vedere” la fotografia. Questo lo dobbiamo avere dentro di noi, o, forse, lo si può imparare frequentando un buon circolo, confrontandosi con gli altri.