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I primi corsi di fotografia, poi
le prime mostre fotografiche sotto i portici di S. Pancrazio e l’idea di far
votare i visitatori affinché scegliessero la foto che più piaceva, la nostra
“FOTO IN PIAZZA”, tuttora momento ancora vivo e vitale. Oggi viene allestita
durante il “Settembre pianezzese” e nelle ultime edizioni si sono avuti più di
500 visitatori nell’arco della giornata. Un grosso sostegno lo abbiamo avuto
dalle Amministrazioni Comunali che si sono succedute, e grazie a loro,
di recente, ci è stata concessa la nuova sede in Via Moncenisio. |
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L’attività del circolo si
è sempre più arricchita grazie all’arrivo di numerosi nuovi soci, anche dai
comuni vicini e con esperienze diverse. Oggi il nostro circolo è uno dei più
attivi della cintura torinese, ed è conosciuto a livello nazionale grazie
all’aver aderito sin da subito alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).
Si sono intensificati gli
incontri con altri circoli, utili a scambiarci esperienze e a collaborare per
progetti come il “Diapoincontri”, un momento comune a più circoli di Torino e
provincia, nel quale ci mettiamo alla prova con un impegnativo ma appassionante
concorso. Mensilmente proponiamo incontri con autori e fotografi di altri
circoli. Nel 2004 abbiamo indetto un concorso fotografico nazionale che ha visto
la partecipazione di fotografi provenienti da tutte le regioni d’Italia. Anche
la collaborazione con altre Associazioni presenti sul territorio pianezzese ci
ha visti protagonisti attivi: con Gli Amici dell’Arte, con il Gruppo Granatieri
Brandeburghesi, con il C.A.I. di Pianezza, con la scuola media Giovanni XXIII
per i laboratori di fotografia, con l’Università delle Tre età, e con
l’Amministrazione Comunale. Oggi viviamo un momento in cui l’utilizzo delle
immagini è sempre più diffuso. La vita frenetica non ci permette di soffermarci
a leggere o riflettere su tante cose; l’immagine rende tutto più veloce e
immediato, ma bisogna saperla leggere onde non cadere in facili illusioni che, a
volte, travisano la realtà. La fotografia non è la realtà, ma una
rappresentazione della realtà, quindi suscettibile di interpretazioni personali
e soggettive. Ritengo che il compito di un circolo sia, anche, diffondere la
cultura dell’immagine sapendola leggere e interpretare nel modo giusto. In
questi 25 anni il progresso in campo fotografico ha fatto passi da gigante. Le
tecniche, i materiali, le attrezzature si sono evoluti. La fotografia analogica,
il nostro vecchio, amato, ma ancora valido rullino, è stato prima affiancato
dalla fotografia digitale e oggi le sta cedendo via via il passo. Sono sempre di
più i fotoamatori che si accostano al mondo del digitale. Le prime fotocamere
digitali non davano risultati accettabili per un fotoamatore; oggi, la
differenza con lo scatto analogico è minima e si riduce sempre di più. Noi
abbiamo voluto adeguarci ai tempi e, già dalla fine del 2006, abbiamo optato per
il digitale, fermo restando che l’analogico fa ancora parte del nostro mondo.
Certo, il digitale ci permette di vedere subito il risultato dello scatto, e
magari ripeterlo se non è di nostro gradimento, ma mi preme sottolineare che al
di là dell’immediatezza del risultato, una foto brutta è sempre una foto brutta
e non ci sono tecnologie che la possano far diventare bella. Fotografare
significa scrivere con la luce, per scrivere una bella fotografia bisogna
comunque conoscere la teoria, o “grammatica fotografica”, e avere le idee.
Compito di un circolo può essere insegnare la grammatica, ma non è possibile
insegnare a “vedere” la fotografia. Questo lo dobbiamo avere dentro di noi, o,
forse, lo si può imparare frequentando un buon circolo, confrontandosi con gli
altri.
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